Valli Chisone e Germanasca _ Partirà con il primo incontro di formazione lunedì 30 marzo alle 17 negli spazi del teatro di Pomaretto (TO) in via Carlo Alberto, 1a, il Progetto V.I.T.A. attuato e sostenuto dall'Unione Montana Valli Chisone e Germanasca.
L'acronimo sta per Valli Inclusive per un Turismo Accessibile, e nel concreto significa ⬇️
Obiettivi del Progetto
- Creazione di un ecosistema: l'obiettivo è far collaborare comuni e realtà locali per promuovere un'immagine unitaria del territorio, superando la frammentazione delle informazioni.
- Identità Territoriale: si punta a definire un'identità forte che renda le valli capaci di accogliere diverse tipologie di turisti.
- Consapevolezza locale: gli abitanti stessi sono visti come i primi promotori delle proprie valli; il progetto mira a renderli più consapevoli delle ricchezze che li circondano.
Inclusività e Accessibilità
- Oltre la disabilità: il concetto di "esigenze speciali" è ampio e include persone con patologie oncologiche, SLA, Parkinson, ma anche famiglie con bambini.
- Miglioramento della qualità della vita: rendere un territorio accessibile non avvantaggia solo i turisti, ma migliora la vita quotidiana di tutti i residenti.
- Mappatura dei sentieri: grazie a "Scuolabus" (o realtà simili citate), è già stato mappato un sentiero accessibile per ogni comune, percorribile con carrozzine, passeggini o joëlette.
Strategie e Strumenti
- Formazione: sono previsti incontri formativi (il primo lunedì 30) anche con docenti con disabilità, per preparare al meglio gli operatori del territorio.
- App Tabui: verrà utilizzata questa piattaforma per centralizzare tutte le informazioni su attività commerciali, prodotti locali, eventi e percorsi, con indicazioni specifiche sull'accessibilità.
- Turismo di qualità: l'intento è trasformare il turista "mordi e fuggi" (escursionista giornaliero) in un visitatore che soggiorna più giorni, partecipa agli eventi e interagisce con le attività locali.
«Questo è un progetto che ha dentro davvero tanto cuore - ci spiega Eleonora Pertusio , referente e partner del progetto - La particolarità di questo progetto rispetto ad altri, parte dal fatto che non "piove dall'alto", bensì punta a coinvolgere la cittadinanza fin dagli albori, andando a formare le persone, a rendere più consapevoli della ricchezza del nostro territorio, e andando dunque a migliorare in primis la vita di chi questi territori li vive. Inclusività significa proprio anche questo: includere, ovvero coinvolgere tutta la cittadinanza, a partire da chi porta avanti attività o associazioni. Inclusività si riferisce poi all'accessibilità del nostro territorio, attraverso passeggiate, escursioni e trekking che apportano benefici riconosciuti scientificamente, con sentieri mappati a seconda delle difficoltà e dell'accessibilità, a passeggini, carrozzine o joëlette*; inclusività non solo rivolta a persone con disabilità motoria, ma anche a famiglie con bambini, persone con un passato oncologico, o affette da patologie quali Sla e Alzheimer».
Al primo incontro di lunedì 30 ne seguiranno altri, da remoto e anche in presenza. Cuore del progetto sarà la app Tabui che riunirà le "ricchezze" del territorio, fra percorsi e trekking suddivisi per difficoltà e accessibilità, prodotti locali, servizi e attività.
«L'intenzione è quella di andare a creare nel tempo un turismo fatto di persone che amano il territorio e vogliono conoscerlo e viverlo a trecentosessanta gradi» conclude Pertusio.

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