Piccole, GRANDI storie d'Italia: la storia di Emanuele, per tutti Fetoncino, che ha ritrovato il sorriso donando sorrisi al prossimo
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| Emanuele Raggi - "Fetoncino" |
"Ho sognato tanto, anche in modo sbagliato, e poi ho capito che i sogni è meglio viverli sul momento, che spesso la realtà può già essere un sogno, e almeno è concreta".
Dietro al sorriso canzonatorio, Emanuele Raggi, conosciuto con il soprannome di Fetoncino, nasconde una grande profondità, che ha imparato a vivere con leggerezza, e anche ferite che ha avuto la forza di trasformare in scogli cui aggrapparsi per salire più in alto.
Di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, dove fa il guardiano del cimitero, Emanuele è oggi conosciuto grazie alla trasmissione di Teo Mammucari "Lo Spaesato", che racconta la quotidianità della vita attraverso gli sguardi dei paesani in diversi piccoli e medi Comuni d'Italia.
Fetoncino ha subito colpito Mammucari con la sua spontaneità, tanto che il conduttore l'ha voluto al suo fianco nella nuova avventura professionale a "Domenica In".
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| Fetoncino con Teo Mammucari |
"Questa opportunità di andare in televisione non l'ho cercata, non l'avrei neppure mai immaginata. Ma sto imparando ad accogliere, senza farmi troppe previsioni, né troppe pretese per il futuro. E forse questa è la ricompensa - si racconta Emanuele - Ho conosciuto Teo la scorsa estate durante le riprese della trasmissione Lo Spaesato, ed è rimasto colpito dalla mia allegria e naturalezza. Gli sono bastate poche frasi per capirmi, forse perché anche lui ha un passato doloroso alle spalle, come me. Sono grato e molto contento di averlo conosciuto, perché è una persona schietta, che non finge, ed ha avuto il coraggio di portarmi in tv, e presentarmi come suo collaboratore, rendendomi molto orgoglioso".
Figlio unico, a trent'anni ha perso papà Mario per colpa di un infarto "e questo mi ha portato ad avere paura della solitudine, e a rifugiarmi in relazioni sbagliate, con persone che in realtà non mi amavano, neppure mi volevano bene. Da lì, il mio periodo buio e i miei errori, dai quali ho svoltato, ma non intendo rinnegare nulla, perché l'uomo che oggi sono deriva da tutte le esperienze che ho vissuto, e chi è che non sbaglia?"
Lontano da ogni ipocrisia, questo è Emanuele - che significa 'Dio è con noi', nome scelto da mamma Mirella: "molto credente e vicina alla Chiesa, insegnante di catechismo, mia mamma ha sempre fatto del bene e aiutato il prossimo, e questi valori, questa sensibilità l'ho ereditata da lei".
Per tutti, Fetoncino: "Mio bisnonno era soprannominato Fetone per via di una ciste sulla fronte che sembrava un uovo; io da piccolo stavo sempre con lui, e così sono diventato Fetoncino".
Nonostante la ribalta delle telecamere e degli studi televisivi Rai, Fetoncino rimane veracemente fedele alle sue radici ed alla sua quotidinità: "Tutto quello che viene o verrà in più lo accolgo con gioia, senza montarmi la testa. Ma la mia vita sta nel quotidiano, mia mamma, il mio lavoro, i miei doveri".
Un lavoro, quello di guardiano del cimitero di Gualdo Tadino, che l'ha fatto diventare un punto di riferimento per la comunità, partendo dal quale è riuscito ad aiutare sé stesso aiutando gli altri: "Il mio lavoro mi ha aiutato tanto, perché mi porta a confrontarmi con il vero dolore, le vere perdite; e questo aiuta ad apprezzare la vita soprattutto nelle piccole cose. Io sto a contatto con madri che perdono figli, ogni perdita è un dolore. E faccio del mio meglio per dare conforto attraverso gentilezza, disponibilità e anche un pizzico di rispettosa allegria".
Oggi è possibile accogliere e conoscere un po' di questa allegria, di questa gentilezza dietro alle quali si cela una grande profondità d'animo, guardando Domenica In ma anche attraverso i canali social di Fetoncino, Instagram e Facebook, dove è possibile 'sbirciare' momenti di quotidianità e alcuni 'dietro le quinte'.
Il segreto di Fetoncino, e della sua rinascita?
"Dopo essermi buttato via con le persone sbagliate, sono ripartito da me stesso. E proprio nella solitudine ho ritrovato la mia vita e i miei valori, le persone care e gli amici veri.
Il segreto è semplicemente essere me stesso: esaltare i miei valori, i miei pregi, fra allegria e disponibilità, senza mai sovrastare né ridicolizzare nessuno. Anzi: con la mia allegria cerco di fare del bene e strappare un sorriso anche a chi l'ha perso".





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