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«Il popolo ha fame? Che esca ad infettarsi. Ma senza divertirsi»

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Tutti che si lamentano perché dall'ultima supercazzola del Presidente bel tenebroso, si è alla fin fine evinto che avremo ben poche libertà. Forse vi è sfuggito qualcosa: dovremmo processarlo per l'atroce crimine di aver preso provvedimenti troppo tardi, quando già a fine gennaio aveva decretato in gran segreto, lo stato d'allarme; mentre compagno Zingaretti e tutta l'accolita di Sinistri, compresa la Lucarelli, che ora fa finta di nulla, ci invitavano a guardarci dal vero pericolo: il RAZZISMO! Ed allora, tutti assieme a festeggiare, meglio se dai cinesi... Mica come quei fascioleghisti! E guai a chiudere le frontiere. Poi c'era il re dei virologi (l'ha decretato Fazio, conoscete forse una fonte più attendibile?) Burioni, che a febbraio ancora asseriva come in Italia fosse più saggio avere paura di essere colpiti da un fulmine, che non di contrarre questo nuovo Coronavirus. Il distanziamento sociale, avrebbe potuto sortire un effetto di definitivo conteni...

La verità, ti fa male, lo so...

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Allora forse i termini "complottismo" e "complottisti" non erano ancora tanto in voga, ma per quanti decenni sono stati negati i danni del fumo di sigaretta, con tanto di ricerche scientifiche "ufficiali" realizzate ad hoc, e l'intera industria cinematografica a servizio delle lobby del tabacco.  Fonte: sito AIRC Oggi, se ti provi ad avanzare dubbi sul fatto che i ripetitori 5G potrebbero danneggiare gravemente salute umana e/o ambientale, sei un complottista; leggi coglione. Se a fine gennaio/inizio febbraio eri preoccupato da eventuale contagio da Coronavirus, eri cogl... Ehm... Complottista. Peccato fosse già stato dichiarato stato d'emergenza. Ed ora, saremo mica così coglio-complottisti da credere che il Covid19 possa essere stato creato in laboratorio, e che vi siano dietro ragioni di business correlati ai vaccini? Quando pare potrebbero servire a guarire, se usati per tempo, antivirali ed altri farmaci poco costosi. Il che,...

Guarda che luna

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 Femmina, magica, influente. Splendente, senza essere abbagliante. Si accontenta di riflettere, e questo, lungi dal lasciarla in disparte, la rende protagonista.  Da sempre avverto la Luna particolarmente vicina, e guardo a lei come ad una guida, ad un faro di speranza.  Guarda che luna. Sotto questa stessa luna, un'unica faccia mostrata, si specchiano vette, pianure, campagne, mari, deserti, città. Uomini, con le loro storie.  La Luna la porto con me sempre. Anche quando fisso un punto nel vuoto, e non importa se davanti io abbia una sedia, un muro o la montagna fuori dalla finestra, mentre nulla permea il mio sguardo volto alla rassegnazione.  Eppure, sepolta e velata in fondo agli occhi, permane una scintilla.  Oggi, luna nuova. Non si scorge, eppure c'è.  In questi giorni la Natura ci sta dimostrando come il pianeta Terra, se noi ci facciamo da parte, viva meglio. Ci sta dimostrando come un essere microscopico - tale Covid19 - sia in ...

8 marzo 2020

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Nessuno dice che sia bello, nessuno dice che sia facile. Nessuno dice che non vi siano ripercussioni economiche. Il punto è che, se non facciamo tutti assieme questi piccoli sacrifici, ci troveremo tutti assieme a vivere una catastrofe, sia sanitaria, che economica. Osservo le reazioni della gente, e mi accorgo che ora, ovunque e sempre, anche quando quest'emergenza sarà superata, il vero problema è l'antropocentrismo. L'Uomo, che si mette al centro del tutto, davanti a tutto. L'essere umano, unico essere vivente su questo pianeta, che non accetta d'essere parte di un equilibrio. L'Uomo, che non si ferma, neppure è più capace di rallentare. Fino a quando la Natura non lo costringe, brutalmente. Ora siamo di fronte ad un virus terribilmente infettivo, e dalla sintomatologia subdola, non ancora - per via delle tempistiche ridotte - pienamente chiara neppure a medici e virologi. Ed occorre che tutti quanti rallentiamo, ci fermiamo il più possibile, prima ch...

Fra neve e Covid19, in montagna si guarda ad un futuro "verde"

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 ROURE (Torino) _ "Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento" sosteneva Charles Darwin.  Così, in tempi di Covid19, il mondo dell'istruzione sta dando prova di una versatilità che, chi lo sa, potrebbe anche rappresentare vantaggi una volta finita quest'emergenza.  È il caso del Politecnico di Torino, che lunedì 2 marzo ha visto sette tesisti discutere la loro tesi e laurearsi in remoto.   «C’è stato un attimo di vero smarrimento, abbiamo saputo all’ultimo che non sarebbe stato possibile recarci in aula a discutere le tesi» . A parlare è Federica Marchetti, che lo scorso lunedì 2 marzo è stata fra i primi in tutta Italia a laurearsi in collegamento web.  Definisce l’esperienza surreale, ma, alla fine, assolutamente positiva: «Mi trovavo nella mia casa in montagna, a Roure, [fra le montagne della Val Chisone, n.d.r.] dove ho invitato amici e parenti che sarebbero stati presenti nell’aula...

#restiamoumani

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 Se è vero che in medio stat virtus, non siamo di fronte ad un virus che porterà alla fine dell'umanità. Ma neppure di fronte ad una "semplice influenza" . Intanto, perché per la tanto semplice influenza viene infatti predicata, ed in buona parte effettuata, una vaccinazione su larga scala, proprio per proteggere i soggetti più deboli, poi per evitare il collasso cui gli ospedali verserebbero dovessero ricoverare un grande numero di persone contemporaneamente, cosa che avrebbe gravi ripercussioni anche sull'economia.  Per Covid19, non solo non esiste vaccino, ma le nostre difese immunitarie si trovano assolutamente sprovvedute, in quanto si tratta di una forma totalmente nuova, e non una semplice "variante".  Una forma nuova, che non è giunta in alternativa, ma è andata a sommarsi alle altre pre-esistenti cause di sofferenza e/o morte. Non lascia le cose invariate, aumenta a livello esponenziale le possibilità di malattia.  Ed è andata a scoperchi...

Uomini e biodiversità: l'importanza di convivere in armonia

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TERAMO _ «Era il 2015, quando un branco di lupi scelse come territorio le colline di Teramo, sulle quali si affaccia la mia tenuta» . A parlare è il Dottor Andrea Gallizia, medico veterinario, allevatore ed agricoltore che tuttora coltiva ulivi. «Intuii subito come il lupo, oltre a rappresentare certamente una difficoltà in più per gli allevatori, potesse essere un’opportunità. – prosegue Gallizia – Una risorsa, in primis a livello turistico, ma ancora più importante a livello ambientale, per la salvaguardia di quel prezioso patrimonio che è la biodiversità» . Così nel cuore del Dottor Andrea Gallizia è sgorgata prepotente una passione, che trova energia in se stessa, divampando , come fiamma viva: questa passione lo porta a proseguire i suoi studi – tanto fra i libri, quanto “sul campo”, al fine di poter divulgare nozioni sulla biodiversità, e fornire strumenti concreti a chi, principalmente per lavoro, si trovi a dover interagire maggiormente, nel bene e nel male, con la b...