#NOALLAGUERRAINSIRIA


Dovrei mettere un punto.
Ma ogni volta il cuore batte, le gambe tremano, il respiro si spezza, lo stomaco grida, le lacrime affiorano e mi scappa la mano, i puntini restano tre, di sospensione...
Ed io, come direbbe #UNGARETTI:
Si sta come d'autunno, sugli alberi, le foglie

 La poesia da me citata - in uno stato facebook e poi anche in un sms inviato - dal titolo SOLDATI, io l'ho fatta mia per definire un personale conflitto interiore. Ma Giuseppe Ungaretti l'aveva scritta nel 1918 verso la fine della Grande Guerra, quand'era soldato in trincea.
 Ed oggi ancor più di allora - date le nuove armi - per i soldati e tutte le persone coinvolte, innocenti, la Guerra è questo: angoscia, allarmante incertezza, paura; consapevolezza che da un momento all'altro giungerà la fine, e sarà violenta.

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